Fu un giorno fatale quello nel quale il pubblico scoprì che la penna è più potente del ciottolo e può diventare più dannosa di una sassata.”

Oscar Wilde

 

Le informazioni circolano alla velocità della luce, si propagano e distinguere tra le notizie verificate e i contenuti falsi è diventata, per le aziende che basano le proprie decisioni strategiche su dati e aggiornamenti quotidiani, una questione di reputazione, continuità operativa e vantaggio competitivo.

 

Perché è importante trovare fonti affidabili

È fondamentale che le informazioni raccolte siano accuratamente verificate e fondate su dati oggettivi, al fine di prevenire la diffusione della disinformazione. Sebbene le cosiddette fake news esistano da tempo, nell’era digitale, grazie all’impiego di Internet, esse si propagano con maggiore rapidità e, essendo spesso abilmente camuffate, risultano più difficili da individuare.

L’impiego di informazioni non verificate può avere conseguenze concrete: decisioni sbagliate, perdita di credibilità e rischi economici. Per aziende e liberi professionisti, affidarsi a fonti attendibili significa proteggere il proprio business e mantenere un vantaggio competitivo.

 

Il prezzo delle informazioni non affidabili nel business

I dati sono diventati la linfa vitale delle organizzazioni, guidando i processi decisionali. Per aziende e professionisti, il vero rischio oggi non è la mancanza di dati, ma l’eccessiva diffusione di informazioni non affidabili. Una decisione basata su dati errati o non verificati può avere ripercussioni tangibili:

  • strategie costruite su trend inesistenti

  • errori di posizionamento rispetto al mercato

  • perdita di credibilità verso clienti e stakeholder

  • investimenti su scenari non realistici

  • rischi economici e reputazionali

Il problema non è solo fare affidamento sulle fake news, ma impiegarle in modo indiretto nei processi decisionali aziendali.

 

Cosa sono le fake news

Le fake news, note anche in italiano come bufale, sono notizie che vengono divulgate sebbene non corrispondano alla realtà, in parte o del tutto. Una fake news contiene errori, informazioni false e ingannevoli, notizie create ad arte per manipolare l’informazione e creare disordine informativo.

Il fenomeno del disordine informativo include:

  • Disinformazione: si tratta della diffusione intenzionale di contenuti falsi, condivisi da chi è consapevole della loro falsità e inesattezza. L’intenzione è principalmente quella di arrecare danno a individui o gruppi di individui, di solito per ottenere vantaggi economici, influenzare il dibattito politico o generare confusione tra le persone.

  • Misinformazione: è la diffusione di informazioni errate da parte di chi le ritiene autentiche. In questo caso manca l’intenzione di ingannare, ma il risultato è comunque la circolazione di contenuti non veritieri.

  • Malinformazione: si basa su dati reali utilizzati in modo distorto e travisato, con l’intento di nuocere. Questo succede quando informazioni vere vengono estrapolate dal loro contesto oppure combinate con elementi falsi per manipolarne il significato.

Per contrastare il disordine informativo occorre trovare notizie vere da fonti sicure.

 

Esempio di fake news divulgate dai social: la falsa morte di personaggi famosi

Un fenomeno che ricorre online è la diffusione di notizie false sulla morte di personaggi famosi. Un noto esempio è la falsa notizia della morte dell’attore Morgan Freeman, circolata più volte sui social network con titoli sensazionalistici e immagini manipolate, poi smentita dai media ufficiali. La diffusione virale di queste fake news fa leva sulla forte emotività del pubblico, la condivisione impulsiva e l’assenza di verifica della fonte. Di solito l’obiettivo non è informare, ma generare traffico verso siti poco affidabili e ottenere visualizzazioni.

 

Dove trovare notizie verificate

Per reperire notizie vere online è importante partire da fonti riconosciute per autorevolezza e trasparenza:

  • Testate giornalistiche ufficiali: quotidiani nazionali e internazionali con una lunga storia editoriale.

  • Siti istituzionali: ministeri, enti pubblici, organizzazioni internazionali.

  • Agenzie di stampa: offrono notizie verificate e aggiornate in tempo reale.

  • Pubblicazioni di settore: fondamentali per professionisti che cercano aggiornamenti in settori specifici.

I criteri di valutazione per un’informazione di qualità passano per:

  1. l’autorevolezza della fonte: una testata online riconosciuta (presso un tribunale) che opera nel rispetto delle normative editoriali offre maggiori garanzie di attendibilità rispetto a fonti anonime o poco conosciute;

  2. la riscontrabilità delle notizie: chi divulga notizie affidabili cita dati, studi e fonti verificabili. Al contrario, se un contenuto non riporta riferimenti chiari, è meglio diffidarne;

  3. l’aggiornamento delle informazioni: le news datate possono essere fuorvianti. È sempre meglio controllare la data di pubblicazione e gli eventuali aggiornamenti;

  4. il tono: un linguaggio emotivo o sensazionalistico può essere indice di scarsa affidabilità. Le notizie attendibili sono generalmente riportate con un tono neutrale;

  5. il confronto tra più fonti: la best practice include la verifica della stessa notizia su più piattaforme, documenti, fonti. Se più fonti autorevoli riportano la stessa informazione è più probabile che sia veritiera.

 

Trovare notizie attendibili: strumenti e risorse per imprese e professionisti

Esistono strumenti utili che possono semplificare la ricerca di fonti autorevoli e fornire un valido supporto, specialmente per coloro che lavorano con l’informazione e necessitano di reperire quotidianamente notizie fidate e sicure.

 

Edicole digitali pensate per le aziende

Le edicole digitali come Simul News sono strumenti pensati per consentire alle aziende di accedere alle testate e ai quotidiani italiani da un unico portale. La piattaforma offre tutte le garanzie, come la certificazione ADS (Accertamenti Diffusione Stampa) da BDO Italia, che la rende la risorsa ideale per l’utilizzo professionale e aziendale. La piattaforma include, in base al tipo di abbonamento che si sottoscrive, l’accesso a testate giornalistiche e quotidiani di settore come quelli sportivi, riviste di politica e giornali economici autorevoli e verificati. Inoltre, la possibilità di consultare più fonti diverse attraverso un unico strumento è importante perché facilita il confronto.

Newsletter specializzate: curate da esperti del settore

Affidarsi alle newsletter gestite dagli esperti del settore è una delle strategie più efficaci per ottenere informazioni di qualità, verificate e approfondite. Queste pubblicazioni offrono analisi di contesto, riducendo il rischio di manipolazione. Nel caso delle newsletter gestite dagli esperti, è la selezione umana delle notizie realizzata dai professionisti a divenire cruciale per limitare la disinformazione.

 

Feed RSS e alert personalizzati

Feed RSS e alert personalizzati forniscono un vantaggio concreto, ossia permettono di controllare le fonti e il flusso di informazioni, invece di subirlo passivamente dagli algoritmi dei social. Con i feed RSS come Inoreader ad esempio, i siti informativi da seguire si possono scegliere in completa autonomia: testate affidabili, istituzioni, riviste scientifiche. Questo riduce l’esposizione a contenuti virali ma poco verificati, tipici dei social.

Gli alert (come Google Alerts) conducono direttamente il lettore agli articoli originali, senza passare da titoli sensazionalistici o nuove interpretazioni. Ricevendo più articoli sullo stesso tema da fonti diverse si può fare un confronto sulle varie versioni.

 

Il vantaggio competitivo dell’informazione verificata

Per le imprese, i vantaggi di strutturare il proprio sistema informativo in maniera affidabile e veritiera sono molteplici e concreti:

  • decisioni più rapide basate su dati reali

  • riduzione del rischio reputazionale, di errori strategici o problemi legali

  • migliore capacità di anticipare i trend di mercato

  • capacità di generare fiducia

In un contesto competitivo, la qualità dell’informazione diventa un asset strategico per le imprese.

 

Dove si informano gli italiani?

In Italia, il 51% delle persone indica la televisione come principale mezzo di informazione. Spostando l’attenzione sul digitale, invece, il primato va ai social network. L’utilizzo su base settimanale, che sta a indicare un accesso alle notizie non continuo ma comunque presente, è in diminuzione da diversi anni. Come evidenzia il Digital News Report Italia, realizzato nel 2025 in collaborazione tra il Reuters Institute for the Study of Journalism dell’Università di Oxford e il Master in Giornalismo di Torino, “la televisione cala al 65% (rispetto all’85% del 2017) e le fonti online al 66% (dall’81%), mentre radio e carta stampata subiscono flessioni ancora più significative.”

Sempre dal report emerge che la frequenza di accesso degli italiani alle testate giornalistiche nel momento in cui vogliono reperire notizie è calato: “L’accesso diretto è calato dal 27% del 2017 al 16% del 2025. Sempre più rilevante è invece l’accesso alle notizie tramite l’intermediazione di piattaforme terze: motori di ricerca (che passano dal 17% al 20%), social media (dal 20% al 22%) e aggregatori (dal 3% al 9%)..”.

 

È anche una questione “politica”?

Sì, la fiducia verso le fonti di informazione passa anche per il fronte politico. Le testate online che vengono percepite come più neutrali godono di maggiore fiducia e credibilità, mentre quelle più schierate politicamente suscitano maggiore diffidenza. Sempre secondo il report, si registrano segnali positivi dai giornali locali e regionali, che confermano il ruolo centrale dell’informazione di prossimità.

 

Dove trovare notizie affidabili: in Italia, chi ha informato meglio gli italiani nel 2025?

Il Reuters Institute dell’Università di Oxford, nel suo approfondimento dedicato all’Italia, ha stilato una classifica delle testate giornalistiche italiane che suscitano maggiore fiducia: Sky TG24 conferma la sua posizione ai vertici subito dopo l’Ansa, che mantiene il primo posto. A condividere la seconda posizione c’è Il Sole 24 Ore.

La classifica 2025 delle testate italiane in base all'affidabilità:

  1. Ansa (74%)

  2. Sky TG24 (67%)

  3. Il Sole 24 Ore (67%)

  4. TgLa7 (61&)

  5. Quotidiano regionale o locale (60%)

  6. Corriere della Sera (60%)

  7. Rai (58%)

  8. Mediaset (57%)

  9. la Repubblica (55%)

  10. La Stampa (54%)

  11. il Fatto Quotidiano (52%)

  12. il Giornale (46%)

  13. Libero Quotidiano (44%)

  14. il Post (44%)

  15. Fanpage (43%)

 

Disinformazione: una preoccupazione diffusa nel Belpaese

Il report affronta anche il tema della disinformazione online, un aspetto che continua a preoccupare gli italiani. Il 54% degli intervistati teme di imbattersi in fake news: secondo gli intervistati, le principali fonti di disinformazione sono gli influencer (42%) e i politici italiani (37%), seguiti da governi stranieri e attivisti (32%), mentre il 28% considera i giornalisti come potenziali diffusori di notizie false.

Per quanto riguarda i social, canali come TikTok e Facebook vengono percepiti come i più esposti al rischio di disinformazione.

Evitare le fake news: gli errori da non fare

Per evitare di cadere nella trappola delle bufale e contribuire alla loro diffusione, occorre adottare un approccio cauto quando si naviga, evitando in particolar modo di:

  • fidarsi solo dei social media

  • condividere notizie impulsivamente, prima di verificarle

  • non verificare la fonte originale

  • condividere notizie senza leggerle completamente

  • fidarsi dei titoli clickbait e sensazionalistici

  • non verificare la notizia su più testate

  • non controllare l’URL del sito

Evitare questi errori è fondamentale per mantenere un approccio informato e consapevole. Sapere dove trovare notizie vere e affidabili è una capacità strategica per chiunque operi nel mondo del business. Attraverso l’adozione di criteri di valutazione rigorosi e l’impiego di strumenti adeguati, è possibile orientarsi nel mare dell’informazione con sicurezza, trasformando i dati in un reale vantaggio competitivo.